EventiSono stato all’IBF 2026
Sono andato all’International Bike Festival 2026: vi racconto in prima persona le novità viste dal vivo e come sta cambiando il mercato delle e-bike.
Ci sono cose che, per capirle davvero, bisogna andarle a vedere di persona. Anche quest'anno ho preso e mi sono fatto tre giorni all'International Bike Festival 2026, una delle fiere più importanti del ciclismo in Europa. Non ci sono andato solo per curiosare tra le novità, ma per capire con i miei occhi dove sta andando il mercato e tornare da voi con una lettura di prima mano. Ve la racconto qui.
Cos'è l'IBF e perché ci tenevo a esserci.
L'International Bike Festival, che si è chiuso il 6 settembre al Misano World Circuit, è ormai un punto di riferimento per tutto il settore. I numeri di quest'anno lo dicono chiaramente: oltre 65.000 presenze, più di 600 brand italiani e internazionali e oltre 25.000 test bike effettuati sui percorsi dedicati. Tre giorni in cui si incontrano tutte le anime della bici, strada, mountain bike, gravel, e-bike, urban.
Per uno come me, che ha un negozio, andarci non è una gita: è il modo di vedere in anteprima le tecnologie che tra qualche mese mi ritroverò in officina, di provare con mano i prodotti e di parlare direttamente con chi le bici le costruisce. Da giornate così torno sempre con le idee più chiare su cosa vale la pena proporvi, e cosa no.
Un mercato che si sta trasformando.
Al di là delle singole novità, la cosa che mi ha colpito di più è il quadro d'insieme. Il mercato europeo delle e-bike, dopo il boom degli anni della pandemia e il rallentamento che è seguito, sta entrando in una fase più matura e stabile. Nel 2025 sono state importate nell'Unione Europea circa 605.000 e-bike, in leggero calo rispetto all'anno prima, ma con un dettaglio che fa riflettere: pur diminuendo il numero di pezzi, il valore complessivo delle bici importate è cresciuto.
Tradotto: si vendono meno e-bike, ma di qualità e contenuto tecnologico più alti. Non è più la quantità a raccontare il settore, ma quello che c'è dentro la bicicletta, i motori, le batterie, la componentistica, il software. Ed è esattamente quello che vedo anche in negozio: sempre più spesso mi chiedete consapevolezza, non solo il prezzo più basso.
La Cina non è più (solo) sinonimo di economico
Uno dei temi di cui si è parlato di più riguarda la provenienza delle bici. Nel 2025 la Cina è tornata a essere il primo fornitore di e-bike dell'Unione Europea, superando di un soffio Taiwan: circa il 32,8% delle importazioni contro il 32,7%, con il Vietnam al terzo posto. È la prima volta dal 2019, l'anno in cui l'Europa introdusse i dazi antidumping sulle e-bike cinesi.
Ma il dato che mi ha fatto pensare di più è un altro: la Cina sta cambiando pelle. Non è più soltanto il Paese del prodotto a basso costo. Stanno arrivando marchi cinesi capaci di proporre bici tecnologicamente avanzate, con un rapporto qualità-prezzo molto competitivo, nomi come Amflow, Magene e Seka. Il caso di Amflow è emblematico: una e-bike premium, piena di tecnologia, che si è fatta spazio in fretta anche nei negozi specializzati italiani.
Taiwan, dal canto suo, resta il riferimento dell'alta gamma: anche quando esporta meno pezzi, guida per valore. Segno di un'industria solidamente posizionata sul premium e sulla componentistica di qualità.
Cosa significa quando venite a comprare una bici.
E qui arrivo al punto che mi sta più a cuore. Tutto questo, per chi deve comprare una e-bike, è un'opportunità: mai come oggi c'è scelta, tecnologia e qualità a prezzi competitivi. Ma proprio per questo il nome scritto sul telaio conta sempre meno da solo. Un marchio nuovo o poco conosciuto può nascondere un ottimo prodotto, così come un nome famoso non è una garanzia automatica.
Quello che conta davvero è valutare l'intero progetto: telaio, motore, batteria, componentistica, software e, soprattutto, l'assistenza. Perché quando comprate una e-bike non comprate solo una bicicletta: entrate in un ecosistema fatto di manutenzione, diagnostica, aggiornamenti, ricambi. E lì un marchio va giudicato anche per quanto sarà capace di supportarvi negli anni.
Ed è qui che entro io.
Girare una fiera come l'IBF, per me, serve esattamente a questo: a farvi da filtro. Vedere di persona i prodotti, capire quali marchi hanno una tecnologia solida e una struttura capace di garantire ricambi e assistenza nel tempo, e mettere da parte quelli che sono solo una bella scheda tecnica. Così, quando in negozio vi consiglio una bici, dietro c'è un lavoro di selezione, non solo un catalogo da sfogliare.
Se state pensando alla vostra prossima e-bike e vi sentite un po' spaesati da tutti questi marchi nuovi, passate a trovarmi in negozio a Saluzzo: vi aiuto a leggere oltre il nome sul telaio e a scegliere in base a quello che conta davvero, qualità, affidabilità, tecnologia e assistenza. Il mercato cambia in fretta, e io sono qui apposta per aiutarvi a orientarvi.
L'appuntamento è già per il 2027.
Quest'edizione ha segnato anche il debutto della nuova identità internazionale della fiera, che guarda sempre più al mercato europeo. Il prossimo appuntamento è già fissato: 3, 4 e 5 settembre 2027, di nuovo al Misano World Circuit. E io, con ogni probabilità, ci sarò di nuovo, per continuare a portarvi il mercato spiegato da chi lo vive in prima persona. Ci vediamo in negozio, intanto: passate quando volete.